"La natura è come una tavolozza bianca sulla quale puoi dipingere ciò che vuoi. Credo molto nel territorio in cui vivo che offre tantissime opportunità incredibili basta soltanto provarci mettendo in moto la creatività e facendoti spingere da un'idea che ti guida. Cambiano i sistemi ma l'uomo e la natura sono sempre gli stessi. La corsa nella natura è ciò che ha sempre permesso all'uomo di viaggiare, conoscere e soprattutto sognare. Se lo faccio io c'è tantissima altra gente che può farlo. L'importante è puntare a qualcosa e darsi un obiettivo al proprio livello, sarà comunque un'impresa e se condivisa con gli altri può essere uno stimolo per guardare oltre".

lunedì 14 dicembre 2009

Che stangata!

4 ore e 10........che bastonata.
Ma forse anche una bella lezione per imparare e far esperienza....
Il grafico del post precedente non lascia spazio a interpretazioni: poco dopo la mezza ho iniziato a camminare!!
Passo sotto lo striscione dell'arrivo e penso che ho fatto il mio dovere cioè arrivare in fondo. Più volte durante la gara ho avuto forti tentazioni di salire sulla "navetta dei ritirati" ma ho resistito....strisciando nel girone dei "dannati".
Ma riavvolgiamo il nastro per un'analisi più razionale.
Mi presento a Reggio senza un grosso lavoro dietro, dopo Venezia ho fatto veramente poco. Non per questo trovo scuse e mi avvicino al giorno del via con il solito entusiasmo desideroso di fare un bel 3.43. Qualche dubbio mi balena in testa già dalla notte: Anna si sveglia alle 2.00 con febbre alta e dolore all'orecchio, dormo poco e mi alzo alle 4.45. Colazione e pullmino AVIS Oggiono. La compagnia di atleti di livello mi permette di essere in un continuo download: si parla di tempi, di ritmi in allegria e gogliardia.
L'altro problemino che mi fa pensare è un dolore al ginocchio che mi costringe da 3 gg a mettere il cerotto...so che dopo il12 km dovrò fare i conti anche con lui....
Non ho lunghi alle spalle ma questo non mi spaventa più di tanto.
Ore 9.00 si parte.
Il primo km lo corro lento impegnato a districarmi tra la selva di gambe, poi mi porto in breve sulla velocità di crociera 5.12/km e via.
Ma le sensazioni non sono buone. La respirazione è discreta e senza evidenti problemi e il ginocchio fa il suo dovere, mah vediamo.....
Mi sento come imbalsamato...gambe rigide, spalle inchiodate....una brutta postura di corsa che osservo anche passando vicino a qualche auto o vetrina.
Il 15° km lo faccio in 5.47/km...ma è salita o almeno mi sembra. Non riesco neppure a capire il cambio di pendenza perchè fatico ovunque e inizio a domandarmi come diavolo farò ad arrivare alla fine. Ma è al 26° che alzo bandiera bianca....metto un po' di musica....sarà una lunga battaglia che vorrei edulcorare, se possibile. A velocità doppia (anche perchè io cammino...) mi passa Ciaci e io mi meraviglio della reazione: lo vado a riprendere. L'unico motivo è che mi spiace non salutarlo....corriamo insieme solo poche centinaia di metri perchè anche se c'è una discesa io non tengo il suo passo!
La mia testa non smette di pensare, non sono demoralizzato...non devo dimostrare nulla a nessuno. Una giornata no "ci può stare" . Ma ritirarmi per me non deve esistere!
Dal 37° al 40° cammino e basta!
Da quando inizio a camminare il ginocchio mi fa un male bestia!!
Ormai anche la proiezione sulle 4 ore è sfumata e penso che arriverò in 4.20....ma il dolore che sento andando al passo è insopportabile. Qui devo riprendere a correre.
Il passaggio tra le due motricità passa da uno zoppicamento evidentissimo, qualcuno mi incita e io sorrido. Piano piano riesco a trascinarmi fino a che capisco che ce l'ho quasi fatta.
Un buon allungo nel rettilineo finale diventa una promessa che mi faccio: "Non devi mai mollare Giakomo", poco prima per qualche secondo mi ero quasi commosso.
Non so....di certo non è stata un'impresa eroica tipo Abbot's...quella si che è stata una gara "show". Ma credo possa essere un'altro tassello nel mio bagaglio di esperienze.
Questa mattina mi sveglio con un ginocchio fuori uso, ma mi sento contento. Ho portato a termine un impegno condividendo con tanti atleti la fatica che sfocia solo per alcuni dettagli in gioie oppure in delusioni.
Il "non ritiro" era anche una promessa fatta a Edith dopo che avevamo visto sul sito la medaglia che le avrei portato a casa.
Ora mi toccherà guarire bene (pensoche il problema sia alla bandeletta...) e poi via con gli obiettivi 2010.
Prossima maratona il21 febbraio a Verona.
E anche stavolta è fatta.......

Qui le foto della partenza.

4 commenti:

KayakRunner ha detto...

Queste gare sono soprattutto una prova per verificare la propria forza di volontà e i propri limiti.
Alla prossima!

fluido ha detto...

maratona mai facile

Anonimo ha detto...

Giak, bravo lostesso !! vedrai, ci saranno anche altre maratone dove sicuramente ti divertirai di più !! Non sarà necessariamente Verona, in quanto molto vicina !! Ricordati che il Riposo fà parte dell'allenamento !! Ciao gio62

p.s. vedi che stò pensando di fare di nuovo l'abbots !!

Giak ha detto...

Grazie Gio 62...ma stai tranquillo che a Verona mi vendico!!