"La natura è come una tavolozza bianca sulla quale puoi dipingere ciò che vuoi. Credo molto nel territorio in cui vivo che offre tantissime opportunità incredibili basta soltanto provarci mettendo in moto la creatività e facendoti spingere da un'idea che ti guida. Cambiano i sistemi ma l'uomo e la natura sono sempre gli stessi. La corsa nella natura è ciò che ha sempre permesso all'uomo di viaggiare, conoscere e soprattutto sognare. Se lo faccio io c'è tantissima altra gente che può farlo. L'importante è puntare a qualcosa e darsi un obiettivo al proprio livello, sarà comunque un'impresa e se condivisa con gli altri può essere uno stimolo per guardare oltre".

domenica 2 agosto 2009

Fatto. "Voglio D+" realizzato!!

Fin da ragazzo ho sempre avuto la vocazione, o forse anche l’esigenza, di inventare delle avventure da percorrere in solitaria. Credo che la parte più affascinante sia proprio quella si seguire un’idea liberando la fantasia. E a volte anche a pochi passi da casa…..

“Voglio D+” mi è esploso pochi gg prima della mia partecipazione al Giir di Mont a Premana. Ne avevo parlato strada facendo (in auto…non di corsa…) con Fluido: il progetto ci sembrava bello tosto.Il mio obbiettivo era quello di salire 4 montagne di cui vedo la cima da casa cercando di compiere il maggior dislivello positivo possibile.

Cornizzolo, Grignetta, Grignone e Resegone.

Facendo solo la differenza tra quota di partenza e quota di arrivo quantifico lo sforzo sui 5510 D+: non li ho mai fatti tutti insieme…almeno mi sembra di ricordare così!!Penso che questo calcolo sia rispettato sulle prime 3 salite; sulla 4, il Resegone, credo ci siano nella parte finale un paio di piccole discese. Il D+ quindi potrebbe anche essere 5600m. Il mio GPS ha registrato le prime 3 salite mentre per la 4a ho mappato fino ai Piani d’Erna.

Fisicamente mi sento a posto…ma più si avvicina la partenza e più mi rendo conto che dovrò impegnarmi molto per diversi motivi: la partenza notturna (3.30…!), l’essere da solo (situazione a me non nuova…) e l’aspetto psicologico legato al fatto che il progetto non è proprio di quelli “razionali”.

Dalla Grignetta scendere fino a Laorca per risalire al Grignone da Balisio è qualcosa che a qualsiasi escursionista sobrio non passa proprio nell’anticamera del cervello……

La traccia è questa:

Suello-Cornizzolo: 964 D+

Laorca-Grignetta: 1700 D+

Balisio-Grignone: 1560 D+

Versasio-Resegone: 1350 D+

Dimenticavo di dire che i trasferimenti li farò tutti con lo scooter….anche se in principio l’idea “ scartava” il Cornizzolo ma sostituiva con la bici il mezzo a motore!

Mi alzo quindi nel cuore della notte dopo che poche ore prima ho preparato la colazione nel thermos per non disturbare in casa. Appena apro le persiane sento che c’è un’umidità impressionante dovuta al cielo che è coperto e minaccia pioggia leggera (le previsioni pure). Per strada incrocio gente che torna dalle discoteche e quando arrivo a Suello il silenzio è irreale. Sono le 3.36 ,mi accompagna invece un profumo di pane fresco appena sfornato dal prestinaio in zona chiesa. La lampada frontale mi aiuta a concentrarmi su ogni appoggio: mi sembra di star bene. Arrivo alla cima del Cornizzolo dopo aver fatto scappare un gregge di pecore che riposava poco sotto la croce. Uno sguardo rapido e poi giù dal versante del rif. Consigliere- SEC che mi permette di andare più veloce. Risalgo sullo scooter e parto in direzione Ponte della Gallina – Laorca di Lecco. Inizio a salire la val Calolden con l’obiettivo Piani Resinelli, quindi Grignetta. Incrocio un camoscio a metà strada tra i Piani e la vetta e riesco a scattare belle foto. Sono ormai le 8 quando devo fare lo sforzo più grande: resistere alla tentazione (logica) di far la traversata alta per raggiungere il Grignone….lo vedo così vicino! No. Il mio progetto parla chiaro e non si modifica in corsa. Certo a chi non avesse pretese di D+ consiglio a questo punto la classica doppia Traversata (alta+bassa).Un bello spettacolo tra le Grigne!!

La discesa scorre senza particolari problemi anche se non si può definire corribile…..il tratto della Calolden ora è anche un po’ più umido. Una breve sosta allo scooter mi ricarica di energie, proseguo in direzione Balisio-S.Cuore. Mi sorprende un cartello con il divieto di transito (causa lavori) che mi obbliga a parcheggiare dopo 300 m dalla strada provinciale.

Riparto per la terza salita: mi sento nuovo! Riesco a cancellare completamente dalla mente le precedenti salite. Forse il trucco è proprio quello….una per volta -fai come se fosse una classica uscita “mono”…- mi ripeto spesso.

Non che la fatica non bussi…..poco dopo il Pialleral ho delle difficoltà dovute al fatto che ho ingerito una mosca!! Un attimo di tregua stavolta ci vuole prima di intraprendere la dura salita (invernale) che è veramente una salita da capre. Arrivo al rif. Brioschi dove mi gusto un ottimo panino con lo speck e una coca (il sapore di gel e barrette mi ha stufato). Alle 12.50 riparto e inizio a scendere forse anche troppo forte per il sentiero estivo fino al bivio “mezza delle Grigne” qualche bello ripido iniziale, poi in picchiata fino allo scooter. Il morale è alto ma pensare che dovrò salire il Resegone mi sembra pazzesco. Piano, una salita per volta. Mi dirigo a Versasio, alla partenza della funivia dove ha inizio la mia ultima salita. Sto ancora molto bene. Unica preoccupazione è quella dovuta alla mancanza di acqua tra la Stoppani e Resegone. Fa molto caldo quando parto sono quasi le 15 e il sole picchia forte. La prima parte è parzialmente in ombra, salgo ai Piani d’Erna seguendo il sentiero della Sponda. Incontro un ragazzo con cui faccio 4 chiacchiere ma soprattutto diventa per quel tratto una bella compagnia….scopro che abbiamo tantissimi amici in comune dopo che lui mi dice: “Cominotti? Io ho sentito solo un Cominotti che fa il prof……” – Sono io!!-Una risata e ci salutiamo, lui è arrivato. Io devo salire il canalone di Bobbio, ultimo ostacolo prima della riuscita. So che non è finita, mi ne accorgo quando a metà sono senz’acqua e…non vado avanti. Pochi passi e mi devo fermare….sono preoccupato ma cerco di non perdere il controllo della situazione. Mi sembra di avere proprio i sintomi della disidratazione: respiro corto, pressione bassa, qualche piccolo giramento di testa. Mi trascino su per le catene fino al colle dove tira, per fortuna, un po’ d’aria. Sono ancora debole…ho una sete bestiale. Decido di giocarmi il jolly alla “disperata”:un gel di quelli “spessi” (cioè non molto fluidi) senza bere. La scelta si rivela giusta: il calo era anche di zuccheri. Vado meglio ora e il rifugio è realtà poco dopo le 17. Il rifugista mi accoglie con un litro di acqua e un bel panino con la coppa(quella da mangiare….)

E’ fatta, -bravo (dico sottovoce) hai visto che si può fare?-. Mi fermo a riposare per potermi gustare una discesa la tramonto che mi resterà un bellissimo ricordo.

“Mi raccomando a casa per cena” mi dicevano a casa……

Promessa mantenuta.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

sono senza parole.....!!!!!!!!!!!!
ma xchè non hai portato l'acqua x l'ultimo tratto di salita? una scelta o una svista? se per colpa della mancanza d'acqua non riuscivi a completare? da suicidioooooooooooo.......!!!!!! ro

KayakRunner ha detto...

Ma chi ti ferma più? Hai maturato una resistenza alla fatica incredibile... queste cose le fa solo chi ha una predisposizione fisica particolare. Complimenti Giak!!

kominotti ha detto...

Grazie. Ma penso che sia solo un progetto molto duro, non straordinario!! Diventa di valore solo se altri lo provano......Forza!!

Anonimo ha detto...

Ciao Giacomo,

Leggo solo ora di questa tua impresa. Bella davvero, io di molti posti non conosco manco i sentieri, e dire il vero un poco me ne vergogno. Il giorno dopo com'erano le gambe?

Meno male che hai rispettato l'orario di cena!!

Stefano Buttera

kominotti ha detto...

Gambe magiche!!