"La natura è come una tavolozza bianca sulla quale puoi dipingere ciò che vuoi. Credo molto nel territorio in cui vivo che offre tantissime opportunità incredibili basta soltanto provarci mettendo in moto la creatività e facendoti spingere da un'idea che ti guida. Cambiano i sistemi ma l'uomo e la natura sono sempre gli stessi. La corsa nella natura è ciò che ha sempre permesso all'uomo di viaggiare, conoscere e soprattutto sognare. Se lo faccio io c'è tantissima altra gente che può farlo. L'importante è puntare a qualcosa e darsi un obiettivo al proprio livello, sarà comunque un'impresa e se condivisa con gli altri può essere uno stimolo per guardare oltre".

domenica 28 febbraio 2010

Winter night trail e Adda bike

E per un istante ritorna la voglia di vivere
a un'altra velocità....
(I treni di Tozeur - Franco Battiato)
In questo WE non si può certo dire che non abbia impiegato bene il tempo che avevo a disposizione.....
Sono le 21 quando io e Stefano ci mettiamo all'opera correndo da Ballabio alla forcella di Olino: la luna piena e ci mostra una Grignetta maestosa di fronte a noi. Le nostre frontali sono spente, la strada che in questo tratto è asfaltata, ci pare bella, bianca e liscia.
La fatica sembra non esserci, saliamo e parliamo delle gare fatte e delle nostre speranze, delle idee e aspettative per i prossimi mesi, podistici e non.
Nonostante il passo rilassato arriviamo all'appuntamento con 25 minuti di anticipo: non c'è traccia di Emilio Marco e Pietro Nepal, gli amici bergamaschi che hanno avuto l'idea di questa uscita notturna. Passa un'ora, la temperatura e intorno allo 0 e i "nostri" non si vedono. La valle è silenziosa: non un movimento, non un rumore di passi...nulla!! Il paesaggio lunare è qualcosa di indescrivibile; la neve amplifica la sensazione di essere abbracciati da tutto questo bianco. Nel frattempo abbiamo constatato che al di la della strada tutti i sentieri presentano almeno 50-60 cm di neve crostosa sopra e soffice sotto.....e chi se lo aspettava?
Ecco il motivo del ritardo.....Emilio e Pietro arrivano abbastanza provati: ci salutiamo e discutiamo il da farsi anche se intanto stiamo correndo e nemmeno tanto piano!
Abbiamo le ghette ai piedi (con scarpe trail) quando iniziamo a sprofondare ad ogni passo. Io sono davanti e per fortuna peso meno di tutta la banda di runners....sono solo 4 km che ci dividono dalla Culmine di S.Pietro, ciascuno di noi sa che sarà una fatica enorme....ogni passo è una ripartenza ma senza dire una parola lasciamo al silenzio la nostra fatica e i nostri pensieri.
E' molto bello essere insieme a condividere un momento speciale....tutto riposa, le luci delle città esaltano una geografia da cartolina!!
Siamo ormai consapevoli che questa notte non potremo percorrere l'itinerario previsto: la neve raddoppia (se non triplica) tempi di percorrenza e sforzi. Ho un mal di schiena che si accentua ogni volta che il manto nevoso mi fa lo scherzetto di cedere sotto al mio passo.
Per noi lecchesi c'è la possibilità di un'alternativa interessante...
....cioè chiudere il cerchio con il "Giro del 2 mani". E così facciamo, un grazie e una forte stretta di mano a Emilio e Pietro che credo significhi un arrivederci ancora qui...magari ancora con la luna piena!
Siamo un po' freddi e i primi km hanno l'obiettivo di entrare in temperatura. Peccato non scendere dalla val Frera: sia il sentiero che scende dal passo che quello da fondovalle sono troppo innevati e ci costringono alla più lunga escursione stradale fino a Moggio, Cassina, Maggio, Balisio.
Percorriamo il rettilineo di Balisio alternando corsa a camminata, ormai ci siamo e al parcheggio del cimitero di Ballabio il nostro GPS segna 35 km: tutto sommato non male!!
Torno a casa svelto e faccio una bella doccia bollente, non mi dispiace aver corso un po' meno anche perché tra non molto dovrò partire per l'IMA's bike.....
2 ore di sonno saranno sufficienti? Mah, alle 5.30 sento un "papà...", Anna mi dice che è di nuovo giorno.....e allora via, si parte!!
La mia pedalata parte da casa in direzione Lecco - Rivabella - Vercurago - Olginate - Airuno - Brivio - Imbersago. Una classicissima uscita primaverile che per la verità non ho fatto così tante volte....gli amici questa volta sono quelli dell'IMA, la mia scuola.
Lo spirito che ci accomuna è qualcosa che va molto al di là del rapporto professionale di lavoro: l'amore per la natura e la gioia di poter "osservar andando" mi rendono facile la pedalata.
Neanche ci penso di aver corso di notte, al freddo e con la neve....ora c'è il sole e si sta benissimo!
In un attimo ci ritroviamo ad Imbersago dopo piccole "soste fotografiche" affascinati da cigni, anatre, riflessi e splendide viste sulle Grigne e sul Resegone.

Il ritorno, che nella parte terminale ci porta a percorrere la sponda ovest (Garlate-pescate) del fiume/lago, è meno fluido dell'andata: siamo tutti più stanchi....contenti e allegri quanto basta per riuscire a progettare la prossima uscita da estendere a tutti i colleghi, parenti e amici.
Torno a casa e mi scappa l'occhio sul Garmin: 75 km. Non male, no?

Ora mi butto a capofitto sul BT, Brianza Trail!

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao Giak, grazie ancora per la bella nottata! Mi scuso se alla fine ero silenzioso, ma quei 4 km mi hanno fatto vagare con la mente. Una bellissima esperienza, in un paesaggio a dir poco magnifico. Aspetto la seconda puntata.

Stefano

Giak ha detto...

Grazie a te Stefano per la compagnia...una prima esperienza per entrambi che lascerà lunghi strascichi!!