"La natura è come una tavolozza bianca sulla quale puoi dipingere ciò che vuoi. Credo molto nel territorio in cui vivo che offre tantissime opportunità incredibili basta soltanto provarci mettendo in moto la creatività e facendoti spingere da un'idea che ti guida. Cambiano i sistemi ma l'uomo e la natura sono sempre gli stessi. La corsa nella natura è ciò che ha sempre permesso all'uomo di viaggiare, conoscere e soprattutto sognare. Se lo faccio io c'è tantissima altra gente che può farlo. L'importante è puntare a qualcosa e darsi un obiettivo al proprio livello, sarà comunque un'impresa e se condivisa con gli altri può essere uno stimolo per guardare oltre".

martedì 22 gennaio 2008

Articolo 2003 sul Bouldering.


Altro "vecchio" testo, spero vi piaccia.

ATLETI "TESTARDI" COME BAMBINI
di Giakomo Cominotti

Fin dall'infanzia ognuno di noi ha provato a seguire l'istinto naturale che ti porta a scoprire qualcosa di nuovo, animato da spirito di curiosità.
Penso a questo mentre osservo affrontare, con gesti a volte eleganti e a volte scimmieschi, dei problemi.
Eh si, il problema!
Da bambini tentare di raggiungere la scatola dei biscotti, da grandi applicarsi con tutte le energie per raggiungere la sola cosa che nell'attimo fuggente tu ricerchi: il "top"ovvero la fine della via.
Questo è il gioco del bouldering.
Trovare una soluzione per risolvere l'enigma che gli appigli ti affascina e ti fa sentire straordinariamente capace di dare al tuo corpo i mezzi per salire. Quando trovi la chiave risolutiva, anche se hai dato l'anima, se hai impiegato un sacco di tentativi, d'un tratto ti senti leggero, libero dai pensieri e proiettato in un'altra dimensione.
Il boulder è essenza e sintesi del gesto arrampicata: poche prese e sforzo intenso per guadagnarsi attimi di profonda soddisfazione.
Osservo questa ricerca del movimento nelle azioni della mia piccola Edith: come le sembra difficile reggersi in piedi. Ci prova, non si scoraggia, insiste fino a quando cade sull'erba.
Così gli atleti, testardi in ogni tentativo fino a quando,senza preavviso, si ritrovano come dei pugili suonati sdraiati sul materasso.
Nel bambino e nell'atleta scatta la medesima molla:"Adesso ci provo ancora e se mi concentro ce la faccio".
Cosi è la vita: tutti i bambini imparano a camminare, poi qualcuno prova a scalare e fare dei blocchi, pochi risolvono i blocchi di Coppa del Mondo.
Ognuno ha la sua dimensione, la sua dignità.
Livelli diversi, certo, ma si pone di fronte alla medesima scelta. Che fare? Come salire?
Il blocco ti fa crescere, ti mette in discussione, ti abbassa la cresta, ti pialla i muscoli, ti fa saltare i nervi, ti fa urlare a squarciagola in faccia al pubblico.
Grazie a tutti gli atleti per l'autentica testimonianza di vero sport.

Auguro ad ognuno il coraggio di domare il proprio blocco, di qualsiasi natura esso sia.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

splendido articolo..l'essenza del boulder è tutta qui, nelle tue poche e semplici parole..che dire..GRAZIE MILLE!!!
SArah

Anonimo ha detto...

Sono rimasto colpito dall'ultima frase.
Semplice, ma davvero molto bella.

ciao
Michele

Giak ha detto...

Grazie ragazzi.
A presto per altri contributi....

Anonimo ha detto...

hai propio ragione siamo tutti come dei bambini davanti a un blocco ....
belle parole ma ora ci sono i fatti
fede